Descrizione
Che fine hanno fatto le parole che ci facevano sorridere da bambini? Quelle che oggi sembrano appartenere a un mondo scomparso, ma che ancora vivono nei ricordi di chi ha vissuto un tempo fatto di semplicità, rispetto e tradizioni. Con questa nuova raccolta,Vito Surdo ci prende per mano e ci accompagna in un viaggio nel passato, tra racconti di vita vissuta, profumi di festa e voci di vicoli antichi. È un tuffo nostalgico in un’epoca in cui ogni parola aveva un sapore, ogni gesto un significato, ogni proverbio una lezione. Ritornano così termini e modi di dire che fanno vibrare le corde della memoria: “Mazzamareddu”, “Acitu a curtu”,“Vanedda di lu ’nfernu”, “la porta di lanna”,“fari scrusciu”, “figurigni”, e detti come “l’olio assurciatu” o “Cu di la zita si gilusia, li corna su pi la via”. E poi le tradizioni che rischiano di svanire: Li sfingi di San Giuseppe, il Carnevale, le filastrocche, gli aneddoti tramandati sottovoce.




Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.